martedì 31 luglio 2012

Trans d'Havet 2012


TRANS D’HAVET 2012 edizione uno
La grande guerra sul Pasubio non è mai finita!
 
(Un romanzo del Bardo basato su un racconto di Darietto la Carogna)

Intanto calmi : è una gara da 80km e 5500m di dislivello quindi la lunghezza del racconto è proporzionata.
Poi ci sono tante cose che voglio ricordare, perciò diciamo che lo scrivo più per me, che per gli altri !
Questa comoda versione pdf scaricabile la potete leggere nelle lunghe notti di insonnia, in colonna sull’autostrada mentre andate in ferie, o anche raccontarla ai bambini quando fanno i disubbidenti (dicendo loro, alla fine : “vedi cosa si diventa ad essere cattivi? Diventate come lui ! “).

Tutto comincia, come al solito, per colpa di un paio di scarpe: verso gennaio a uno dei nostri serviva una nuova calzatura, perciò eravamo andati tutti ad accompagnarlo nella scelta, ed eravamo in una decina nel negozio sportivo a fare un casino inimmaginabile. Mentre i titolari pregavano che una banda di ladri li rapinasse, portando perciò un po’ di calma nel locale, Lepre, e ripeto Lepre, mi arriva davanti sventolando la pubblicità di una ultratrail sulle nostre piccole (ma grandi) Dolomiti. Stò ipocrita incendiario poi và in giro a dire che sono un pazzo , ed invece fà come i piromani che chiamano i pompieri ed hanno ancora in mano la tanica di benzina !


Vabbè, non serve dire altro, se non che ho aspettato di vedere come il mio fisico reagiva all’ultrabericus, fatta dopo 20 giorni di bronchite, prima di iscrivermi a questa nuova avventura.
Intanto in tutti questi mesi ci pensavo e mi allenavo di conseguenza, con evidenti ripercussioni sui collinari di gruppo (quello fatto al compleanno di Tone è uno dei meglio riusciti : dopo 75’ di corsa mi hanno chiesto quanto mancava ad arrivare e solo allora ho deciso di iniziare il rientro. Mi sembra di ricordare che abbiamo festeggiato con minestrina e pan carrè, ed era il cameriere ad imboccarci ) .
Le ripercussioni si sono manifestate anche nelle gare di orienteering, dove il picco di massima concentrazione lo raggiungevo preparando la borsa per la trasferta, prima di partire. Ometto per ragioni di amor proprio ogni altra considerazione sulle gare; ricordo solo con gioia quando, in gara da credo un ora, al Lago dei Caprioli ho visto Cosmo e gli ho detto “Cosmo, portami a casa” ; l’ho seguito pedissequamente (cit.) E’ interessante altresì notare che il giorno successivo all’iscrizione alla Trans d’Havet, in azienda è decollata la richiesta dei prodotti che seguo io, perciò i mesi da aprile a luglio mi hanno spremuto come un limone, con 10-11 ore giornaliere, preoccupazioni ed incazzature ; tornavo a casa ed andavo a letto alle 20 senza la forza di cenare. In realtà,quindi, ho fatto solo un lungo oltre le 5 ore e mezza, ed anche l’allenamento settimanale (evidenzio che l’uso del singolare è voluto) era sulle due ore; da vergognarsi (ed anche da cretini) a presentarsi così ad una ultratrail !
Per fortuna le ragazze ed i ragazzi del gruppo mi hanno sempre stimolato a non mollare, e sono stati preziosi anche proponendo interessanti scommesse su gare tipo Transcivetta ! Ancora da ritirare la vincita .


Tornando alla Trans d’Havet c’è da dire che anche Cosmo è stato contagiato ma saggiamente ha deciso di parteciparvi con la versione da 40km e 2500m di dislivello. Una passeggiatina !
Escludendo i Saggi del gruppo, gli unici altri insani che avrebbero potuto partecipare sono due . A Tone evidentemente è bastata l’Ultrabericus mentre Lepre merita una analisi a parte : nonostante egli sguazzi nel gruppo è, contrariamente agli altri, tutto raziocinio. Considerando che la mia partecipazione a questa gara poteva renderlo gratuitamente proprietario di alcuni averi, per goderne appieno ha deciso di venire a salutarmi lungo il percorso, e presentare le sue richieste. Ha dichiarato che la Vespa, la MTB e la Volvo non gli sembrano una lista troppo lunga di oggetti che userebbe onorando la mia memoria.
Visto che ci siamo apro il capitolo “Le Serpi in Seno” : poiché ognuno di noi ha ambizione di lasciare un segno del suo passaggio su questa terra , i miei Amici hanno astutamente osservato che l’utilizzare un bene che era di un altro, permette di tenere viva quotidianamente la sua memoria. Ho ribattuto che lo stesso ragionamento si può applicare quando i ladri ti rubano la roba, che quindi lo fanno perchè ti vogliono bene .
I miei Amici dichiarano che in questo specifico caso si ottiene l’unica condizione di non aumento dell’entropia nell’universo dei sentimenti poiché la gioia e l’amore del ladro vengono esattamente pareggiati dal dispiacere della privazione e dell’odio del vecchio proprietario. E perciò, i miei Amici, mi fanno il regalo di abituarmi al distacco dalle cose terrene, nobile atteggiamento che rende meno rozza l’anima . Ed io che pensavo fossero solo dei sciacalli !
Queste le prenotazioni dei miei beni, pervenute nei giorni precedenti alla gara :
NicoBiz : la Speed Triple . Mi ha accompagnato al via il venerdì sera, per essere sicuro di riceverla e sapere quando ho fatto il cambio d’olio . E per salutarmi .
Cosmo : i fumetti che ho . E quelli suoi di Blek Macigno che non gli ho ancora restituito . E siccome fa la gara anche lui, in caso, vuole essere sepolto assieme ai fumetti !
SS : l’appartamento. Avida.
Tone : l’appartamento e la MTB . Eheheh , troppo tardi per entrambe !
Cris : la sua bici, che ho aggiustato e non ancora restituita !!
Gli altri : la garanzia che non mi reincarni in nessuno !
Con amici così ci si sente quasi in colpa di non morire in gara .

Tutti mi mandano messaggi, mail e telefonate di incoraggiamento e saluti , anche le morose e mogli dei compagni di allenamento ; controllo di nuovo l’altimetria della gara ed il modulo dell’iscrizione perché ho il sospetto che mi sia sfuggito qualcosa, ma non è così . 80 km 5500 m dislivello coperti l’anno scorso in 18 ore circa. Ma che avranno da preoccuparsi per una gitarella che vado a fare in montagna ?!

Una interessante nota riguarda le mie condizioni fisiche : nonostante abbia fatto un solo allenamento settimanale, sono riuscito ad infiammare il tendine della caviglia sx. Cazzo !
Sono stato fermo il fine settimana precedente alla Trans d’Havet e mercoledì dopo 30’ di corsa con la Marta e la SS avevo già male :

PANICO. Giovedì raggiungo zoppicando la farmacia, entro e fermo la farmacista omeopatica con un gesto della mano, dopodichè chiedo cosa c’è di più potente del voltaren e prendo il voltaren in schiuma ed antinfiammatorio in bustine. Giovedì e venerdì li passo da vero dopato: avrei potuto sigillare una finestra con tutta la schiuma che ho messo nella caviglia, sembrava un’esercitazione dei pompieri ! Sono sinceramente terrorizzato, zoppico dopo 80’ di collinare 2 giorni prima di una gara di 80 km : come faccio sui terreni del Pasubio e del Carega che sono micidiali, per un botto di ore che stimo non inferiore a 20 ?! Ho onestamente preso in considerazione l’eventualità che avrei dovuto ritirarmi, con l’amara convinzione che però lo avrei fatto solo dopo aver compromesso il fisico. Nel nostro DNA non esiste di fermarsi se non quando ti accorgi che un piede si è staccato . E a volte ti chiamano da dietro per sapere se è tuo, perché tu andresti avanti lo stesso rischiando anche la squalifica in quanto lasci rifiuti sul sentiero.

Comunque arrivo venerdì pomeriggio (accompagnato. Ho voluto evitare qualsiasi tentazione di guidare l’auto il sabato sera !) e subito ho un pessimo presagio: il cartello dice RITIRO PETTORALI. Nooo, organizzatori per favore scrivete CONSEGNA, non ritiro. È di brutto auspicio .
Con il numero di gara in tasca, vado a farmi una birretta con Nico, così gli spiego anche che il cambio della speed triple non è preciso, che deve tenere tirata la frizione per accenderla, e insomma quelle cose lì .
Poi mi mangio un po’ di pasta ed un panino (magari non è il massimo prima di una ultratrail, ma fa tanta idea di gita mangiare un panino su una panchina, e mi mette di buonumore ! sono un’anima semplice ).
Sono tranquillo perché ho pensato tanto alla gara, ho studiato il percorso (anche se non lo conosco da metà in avanti), sono andato in bagno cinque volte (record personale indoor), ho idealizzato le crisi che sicuramente avrò : non mi coglieranno alla sprovvista , le aspetto e sono quasi ansioso di affrontarle. Ed ho anche pulito l’appartamento, non c’è biancheria da lavare, i piatti sono al loro posto e c’è un discreto ordine; qualsiasi cosa succederà sono sereno che la casa è presentabile.
Mi rassicura Mik Caraglio, facendomi gli auguri, e scrive che è il Campionato Italiano UltraTrail, ma media distanza però, sicché non è duro. Sto disgraziato, prende anche per il culo !
Tra gli atleti al via trovo anche Valentino che mi narcotizza di chiacchiere ed è di una compagnia incredibile. Con tutti : è andato perfino dalla Arrigoni a chiederle non so cosa , e lei ci rispondeva a tutti e due! Che bello che a poche ore dal via del Campionato Italiano Ultra Trail ci siano atleti di spicco che siano lì a parlare con sconosciuti molesti, che si cambiano in mezzo a tutti e che siano così modesti ! C’è anche Siro e mi faccio raccontare delle sue UTMB e Tour de Geants : prima di una gara da 80km fa bene pensare che c’è gente che serenamente gareggia su distanze confrontabili con il diametro della luna !
Controllo per l’ennesima volta il materiale nello zaino, quello obbligatorio per la gara e quello obbligatorio per me : quando corro ho difficoltà a mangiare, mi devo arrangiare con frutta secca, evitando qualsiasi porcheria tipo gel-barrette e altro. Neanche i sali minerali riesco a tenere giù, solo acqua e coca cola mescolate ! Per una gara su una distanza che non ho mai sperimentato è un problema, sicché questa primavera ho provato a farmi un panino ed ho visto che lo stomaco regge (e mi mette allegria !) E siccome il panino deve essere buono me ne sono preparati due con la frittata !! No no, non c’è da ridere, è geniale la frittata : la metti nel panino che è caldissima, poi avvolgi il panino con la carta stagnola (che, se abbandoni in giro, subito si squarcia il cielo e Nostro Signore ti colpisce con un fulmine sulle dita delle mani) e dopo varie ore quando lo apri, il pane è morbidissimo, leggermente lessato dal caldo della frittata e non ti ingozza se lo consumi in più di un boccone !
Dopo il breafing (dove si percepisce un po’ di emozione da parte degli organizzatori) tutti gli atleti montano nei torpedoni ed ha inizio la tradotta Valdagno-Piovene Rocchette. Facciamo il tunnel a pagamento ed ho la tentazione di spiegare ai vicini di posto che è quella la galleria d’Havet, ma mi freno perché penso che magari qualcuno è teso e mi potrebbe trafiggere con le racchette. Comunque è un buon segno, perché se mi vengono in mente stè troiate vuol dire che sono sereno. Al matrimonio di Cris ero molto molto molto più teso e questo mi fa pensare che forse mi devo allenare di più alla vita sociale.
Scendiamo a Piovene e vedo che il gruppo organizzatore di Enrico Pollo Pollini è una vera macchina da guerra perché c’è un tendone con festa, musica, birra e gente dappertutto ! Il rappresentate IAU per il Mondiale Ultratrail 2013, Sig. Paco Rico, poi ha generosamente permesso di partecipare anche alla gente del posto, sicché sembrava una sagra di paese, ma tutti noi concorrenti sapevamo benissimo che quella festa era nostra !!
Nell’attesa osservo i partecipanti alla Trand’Havet : c’è chi è qui per vincerla ed è concentrato, chi fa il bullo facendo il modesto, chi saluta la famiglia e chi è qui per fare una cosa che gli piace punto e basta. C’è anche uno che fuma, e lo stimo perché tra un minuto inizia una corsa di 18 ore che per lui è un piacere uguale alla sigaretta che ha tra le labbra. Si impicchino tutti quelli che ti dicono che per fare una gara così DEVI correre con tabelle, diete di grammi ed ingredienti che non sai se trovare in farmacia o al petrolchimico, scarpe così e materiali cosà . Ci vuole testa ma più di tutto cuore e amore .
Io sono qui per sfidare me stesso, come al solito (ed il destino qualche volta). Per fortuna non ho mai fatto niente di simile sicché non ho riferimenti, altrimenti mi metterei troppo in competizione : anche in allenamento, se ho il sole alle spalle, mi incazzo perché la mia ombra è davanti !
Ad un certo punto si materializza Furia che con una birra in mano è venuto a salutarmi !! Che mito il Furioso, era ad un corso di “boh? “ in zona Valdagno, si è fatto prestare (spero) il telepass per il tunnel, mi ha aspettato fino a mezzanotte ed ha brindato con me al via. E non ha chiesto niente in eredità !
Pochi istanti prima di spegnere il cellulare vedo il messaggio di Jacopo : “Buon viaggio, mitico !” .
Alla fine partiamo allo sparo di un archibugio che nello scuro della notte fa mezzo metro di fiammata : davvero è una gara sui sentieri della grande guerra, perfino i fucili della Strafexpedition hanno riesumato !
Piacevole giro per le strade del paese, dopo poco si sale sul monte Summano e subito realizzo che ho sbagliato nell’interpretare il regolamento : la maglia a maniche lunghe è obbligatorio averla, ma non indossarla !!
Katroia che caldo, ci sono 22 °C ed io sono con la termica a maniche lunghe in mezzo a gente che corre praticamente con il perizoma. Ne vedo un altro con le maniche lunghe ma credo sia un pugile che deve passare direttamente dalla categoria supermassimo a peso mosca .Resisto 55’ ma salendo non fa più fresco sicché già sono costretto a fermarmi e tenere solo la maglia a maniche corte dell’ Erebus sulla quale avevo appuntato il numero !
In gara saluto Asia che ho conosciuto alla Ultrabericus e poi rivedrò alla palestra : è stata male sul Summano ed è arrivata tardi al cancello; il suo moroso, che era in gran forma, è stato con lei e quindi fuori anche lui. Beh, è una bella prova d’amore se non altro, ma per metterla al sicuro da possibili ritorsioni le ho consigliato di dare a lui la colpa del suo malessere (aria condizionata, cucinato qualcosa di avariato, ….) ! Mica per niente mi chiamano Darietto la Carogna !!
Raggiunta agilmente (seee!) la cima si scende per il sentiero verso Colletti di Velo, che tanto ha fatto parlare i giorni prima : con calma (eravamo tutti in fila e non si sorpassa) e qualche racchettata gratuita (ne ho prese tre sulle gambe, una sulla mano e una a 1cm da un occhio; ma la gente le racchette le usa come ausilio alla spinta o come arma di offesa ? ) siamo arrivati in fondo senza alcun problema .
In discesa ho avuto qualche difficoltà perchè mi girava un po’ la testa, forse il caldo e la mia bassa pressione, e non avevo il mio solito buon equilibrio; comunque nessun rischio eccessivo, se non quello di usare il più possibile le mani e gli appoggi di alberi e rocce, e mettersi perciò in zone troppo frequentate da punte metalliche !!
Veloce rifornimento idrico e procedo con la corsa perché sono le 2.30 , ho fatto i conti ed i primi due cancelli orari non sono molto ampi per le mie capacità.
Si sale fino al monte Rozzo (che secondo me ha stupito più di qualcuno che pensava solo ai muri successivi) e sul monte Brazome mi giro per vivere un’emozione fantastica: si vedono tutte le luci di quelli che corrono sul sentiero, e qualcuno che scende dal Summano.
Poi raggiungiamo la busa Novegno, che è immersa nella nebbia ed in un punto la visibilità è 5 metri ! Che romantico, e che figata quando sono salito e guardando in giù vedevo le luci che scendendo entravano nella nebbia e ne uscivano più in là ! E dalla busa ogni tanto filtrava una luce di chi guardava verso l’alto !
Saliti fino al monte Rione, poi ho affrontato con enorme cautela la discesa che so essere cazzuta ; qui le discese sono peggio delle salite per le sollecitazioni che danno ai muscoli ed alle articolazioni.
Sono già le 5.30 quando arrivo al ristoro di colletto di Posina, carico acqua+cola e mi mangio il primo panino mentre salgo al monte Alba.
Qui devo fare il bravo bambino e mandare (di nascosto, che in gara è immorale usare il telefono) un sms al babbo : mia mamma sapeva che facevo questa gara, e fino a giovedì andava tutto bene perché non capiva bene che giro avrei fatto. Poi il Giornale di Vicenza ha dedicato alla Transd’Havet una pagina intera, a colori (belllllisssssima), e la mamma l’ha beccata nonostante siano in vacanza al mare ; la pressione ha registrato 210 massima 110 minima con 112 di battiti, tartagli ripetitivi sopra i 70 Decibel di frasi tipo : el more , el se copa , no lo vedarò più , l’è mona , colpa tua chel fa spor ( quest’ultima riferita a mio papà ). Sicché lui , per poter mangiare ancora torta all’anniversario di matrimonio dei miei, mi ha chiesto di far avere notizie e mi ha raccomandato di essere prudente, perché se succede qualcosa, in ospedale ci finiamo tutti e due !
Appena ritorno con la testa alla gara ho un ulteriore conferma della qualità organizzativa di Pollo ed i suoi : sono sul monte Alba ed inizia ad albeggiare ! PERFETTO ! E che si vergognino i primi che sono già a Pian delle Fugazze o quelli dietro che si sono attardati nei ristori : vi organizzano una gara con i cancelli orari calcolati esattamente per essere sul monte Alba all’alba e voi sabotate tutto. Cialtroni egoisti .
Qui mi superano due bulli (che al traguardo arrivano qualche minuto dopo di me, eh eh eh) che mi passano al doppio dicendo tra di loro “abbiamo fatto il vuoto dietro, cazzo !” ; mi sembravano convinti però spero stessero scherzando perché altrimenti il vuoto se lo sono fatto in testa. 28 km e 2100m di dislivello in 6 ore non è che sia proprio da campioni ! Cancello orario a colle Xomo e sono le 6.00 : i conti tornano e non posso permettermi tante divagazioni al ristoro. Chiedo del caffè che mi versano nella borraccia ad uso bicchiere, e mi scotto bevendo. Bestio can. Non ho tempo di aspettare che si raffreddi e devo riempire la borraccia (l’altra da 0.75 piena è nello zaino. Pena la squalifica o la crisi idrica, e temo entrambe) sicché scopro casualmente una nuova forma di doping : ci verso la coca cola dentro, assieme al caffè. Fa una schiuma che sembra quella sulle spiagge quando affondano le petroliere, e non riesco a riempire più di metà borraccia, quindi parto per la Strada delle 52 Gallerie.
Dopo mezzora mi arrischio ad aprire la borraccia, non ci sono esplosioni e provo a bere : diavolo che bomba, roba che mi faccio le gallerie, Cima Palon, scendo per il sentiero attrezzato Falcipieri e rifaccio le gallerie ! Mi trattengo (anche perché l’effetto svanisce dopo 8”) e salgo come da regolamento, arrivando alle 7.55 al controllo del rifugio Papa, con il sollievo di essere fuori dal rischio dei cancelli e con la lucidità di mandare un altro sms al babbo. Poi basta, che devo restare concentrato sui segnali del fisico e tenere la testa focalizzata sulla gara .
Il giorno dopo, sulla strada delle gallerie, verranno in gita Tone, la Marta e Mik Car perciò tengo a mente di chiedere loro un favore : può essere che trovino una specie di piccola figura semitrasparente che fluttua nell’aria. Per favore dovrebbero riportarmela perché è l’anima che ho sputato in salita .
La discesa è noiosa e la testa và alla strada appena fatta : la zona del Pasubio è splendida ed impressionante , le 52 gallerie sono incredibili, un’opera di volontà e sacrificio per un concetto di Patria che oggi viene calpestato senza ritegno né onore.
Quasi mi sento di profanare questi posti venendo per fare sport e correre con addosso materiali che ottanta anni fa avrebbero salvato la vita dal freddo a tanta gente. E quanto più forti di me erano, che scavavano, portavano massi, salivano e scendevano con in pancia un pezzo di pane, mentre io ho nello zaino Kcal per una compagnia .

La discesa però è lunga, sicché mi vengono in mente anche le stupidate, manco a dirlo .
Credo di essere abbastanza in fondo alla classifica perché sono solo mezzora davanti alla chiusura del cancello al Rifugio Papa, rif. Papa, al Papa …. il Papa ?! Hei ragazzi, ma al chilometro 35 ho superato il Papa, e dico il Papa mica un sagrestano qualsiasi !! Raggiunto e superato il Papa, mi sento un dio !!
La giustizia divina mi fa inciampare negli ultimi metri di sentiero, e mi aggrappo ad un albero per non cadere : è proprio il caso di dire che sono tornato con i piedi per terra !
Scendo però con ansia perché il mio amico Cosmo parte alle 9 da Pian delle Fugazze e vorrei salutarlo prima del via ; arrivo però alle 8.50 e lui è già in quarantena e non lo posso abbracciare. Sono contentissimo di essere comunque arrivato fino a qui e di avere la caviglia ancora attaccata (rapido controllo lo conferma, e poi da dietro nessuno ha fatto reclamo per la presenza di un piede sul sentiero) .
Ristoro a Pian delle Fugazze e poi tocca una salita nel bosco che ci porta (in senso molto figurato, ci si deve arrangiare) fino a Campogrosso ; qui ho la chiara dimostrazione che il doping non vince e l’assunzione della bomba coca+caffè diventa manifesta, anzi direi dirompente. Mi sembra di essere un gasometro perché rutto come un orco e scoreggio che sembro un’auto da rally ! Sono accodato ad un gruppo di 4 persone e mi lascio staccare perché mi vergogno del casino che stò facendo .
Mentre cammino iniziano ad arrivare i primi concorrenti del Trail ed all’altezza di Malga Boffetàl mi raggiunge, correndo bene, Cosmo : gioia di salutarlo e due parole scambiate al volo :
Ciao Darietto come và? Ed il panino con la frittata?
Oro oro Cosmo, il panino è al sicuro! e tu come stai?
Bene! vado avanti che punto a scoppiare sul Carega !
Ottimo programma, ciao Frat !
Ciao Frat !

Faccio il pieno di acqua al ristoro di Campogrosso e marco il passaggio al cancello orario alle 10.05 , poi via direzione Carega .
Sono quasi in pensiero perché ancora non è arrivata la crisi, ed eccola qua ! Nel tratto in piano, che porta sotto al boale dei Fondi, ho un calo mostruoso, lo stomaco manda stilettate tipo ulcera e le gambe avanzano a fatica. Alzo lo sguardo e vedo i concorrenti che salgono a zig zag sul boale con una pendenza allucinante : mi dico “avranno sbagliato, non può essere lassù, non c’è niente oltre, solo rocce “ . Purtroppo la nebbia mi impediva di vedere oltre, ed appena un minuto dopo, quando si dirada, vedo che c’è altro oltre le rocce : rocce più alte !!
L’idea che bisogna salire quel delirio di muro è così preoccupante che perfino la mia crisi si spaventa e mi lascia da solo ! Bisogna arrangiarsi in tutto nella vita, non puoi fare affidamento su nessuno, neanche le crisi sono più quelle di una volta; le coltivi per mesi, le attendi con ansia ed alla prima vera difficoltà se ne vanno.
Procedo con lentezza, lascio passare i concorrenti più veloci, pensando che più gente arriva prima di mè, più calpestano la montagna, quindi la consumano ed io avrò meno da salire; se stimo il numero di sorpassi e  l’attuale mia velocità, potrei risparmiare anche un metro di dislivello. Proseguo finché incontro uno del team Pollo con due sacchetti di biscotti che dà conforto morale a tutti; lo riconosco (Bruno?) perché nel filmato galeotto della Transd’Havet è lui che fa tutti i ristori, e siccome quel filmato l’ho visto almeno 60 volte, per me lui è più famoso di Brad Pitt. Quando lo saluto mi chiede cosa vorrei e gli rispondo “morire, ma faccio da solo tra qualche metro, grazie comunque” .
Guadagnata la sommità dal boale si scende per alcuni metri, dove faccio assistenza ad una signora con scarpe bianche da passeggio, adatte neppure a camminare in centro, se c’è il porfido; il marito (con scarpe identiche) incespica qualche metro dietro. Fuori di testa questi due, ma veramente fusi se si fanno aiutare da uno nelle mie condizioni !


E’ bellissimo il paesaggio, non c’ero mai stato e mi vergogno di queste mie mancanze; quando, però, vedo dovè il rifugio Fraccaroli capisco anche che, nella vita, non sempre è necessario colmare le proprie lacune . Da dove sono io è distante come lo sono i titoli Italiani dai Bund Tedeschi : apparentemente inarrivabile; ho fiducia nel nostro Premier, so che comunque i sacrifici non li farà nessuno al posto mio, e perciò procedo con solerzia e mestizia verso il cielo .
Sono a pochi metri dal rifugio e mi vengono incontro Simo, Diego e l’atomico Mattia : mi dico che non sono reali ma frutto della mia immaginazione perciò li scanso e procedo. Poco dopo mi viene incontro anche la Alice, e lì mi verrebbe voglia di verificare se è frutto della mia immaginazione o frutto di Madre Natura, ma Diego mi ferma e ritorno in mè.
Facciamo qualche foto assieme e l’atomico Mattia mi dice “vieni a vedere cosa ti abbiamo preparato quassù. Dai, veloce dai, dai dai“ : veloce, katroia, sei un bambino ma dovresti comunque riconoscere i segni della morte sul viso di una persona !
Lo raggiungo e vedo che tutte le ore che mi hanno aspettato sono state impiegate a formare con i sassi i nomi Cosmo e Bardo (che è uno degli epiteti che mi rivolgono, anche se ammetto che è più calzante Darietto la Carogna ) . Altre foto dove mi bullo davanti al mio nome e calpesto quello del mio amico Cosmo , in perfetto stile Darietto la Carogna .



Saluto i signori giudici di linea che segnano il mio passaggio (11.55) e mi avvio verso la discesa quando sento gridare dall’alto (che subito mi spavento, pensando al Nostro Superiore, e non sarei in regola con il materiale perché l’anima l’ho sputata nella strada delle gallerie) , invece sono altri miei Amici.
Erano al rifugio a mangiar panini e bere vino, palesemente in ansia per il mio passaggio ! Me la vedo la scena di Alice che entra nel rifugio dicendo “c’è Dario” e le risposte di staltri : chiii ? , e allora?! , digli che venga lui qui , uff veniamo sì .
Scendono a rotta di collo perché nel frattempo si sono ricordati dell’eredità e subito mi raggiungono : Marta mi bacia sulle guance (l’unica onesta amica, chissà quanto durerà frequentando certa gentaglia ), Lepre scende in stile scoiattolo volante, Tone lungo il sentiero (è già un po’ anziano), Mik Car reca un bicchiere di vino che generosamente mi offre e per ultima la SS. Questa la prendiamo al volo io e Lepre, perché sbaglia in pieno le misure del sentiero e và oltre, verso il vuoto !


Con gioia la SS mi dice che mi vede bianco in volto, ribatto che sono lucido e le mostro la pelata sotto al berrettino ; gli altri confabulano sottovoce, e vedo strani luccichii nei loro occhi. Questi sono preoccupati che io ce la faccia a finire la gara, e non lasci nulla in eredità a loro; altro che tifo, sono qui per farmi fuori !
Saluto commosso Simo, l’atomico Mattia, Diego, Alice e la Marta (la dizione completa sarebbe LaMartaDalCuloDiMarmoScolpitoDalCanova, però non so se si più dire) , saluto preoccupato gli altri Amici e mi avvio.
Sono già lungo il sentiero, quando mi ricordo di chiedere a Tone un consiglio riguardo un dolore intermittente al muscolo aponevrotico del perineo. Temendo che non capisca la terminologia, traduco e  gli grido :
“Toneee, tu che hai studiato elettrotecnica, è normale avere i crampi al buco del cu.. ?” . Se il silenzio degli astanti può corrispondere ad assenso, a cosa corrisponde la risata sguaiata di dieci Amici ?

Al rifugio Scalorbi comincio ad essere stanchino : metto a terra lo zaino con disprezzo, mi riempio la borraccia di birra e vado dalla gentilissima signora, che affetta lo speck, chiedendo una farcitura al mio panino con la frittata. Scende il silenzio tra gli sbalorditi atleti presenti al ristoro che stanno controllando la bandoliera di barrette e gel che hanno legata in vita ; esco dall’imbarazzo grazie alla risposta della signora : “vien qua caro da Dio” e mi allontano con il panino che devo tenere con due mani. Sdraiato su un fianco e su un tappeto di erbetta mi mangio il paninazzo tracannando birra ed ammirando il paesaggio fantastico : neanche gli imperatori di Roma se la godevano come me !


Osservo anche la carta di gara per vedere quanto manca, ed un ragazzo mi chiede a che chilometro siamo : 54 ! Un messaggio di due parole, in codice, attesta il ricevimento dell’informazione !
Termino il pasto e mi riavvio, di nuovo in modalità gasometro; cerco di trattenermi perché da queste parti il monte Rotolon ha già spaventato tanta gente, e non vorrei causare nuove frane.
Scendendo verso il passo della Lora incontro casualmente dei vecchi amici con le Mountain Bike che scendono per i nostri stessi sentieri ; manifesto loro che ci sono alcune curve dove è più prudente scendere dalla bici, al chè loro mi rammentano che, a differenza di come facevo io, sanno riconoscerle le curve dove non cadere. Ahh, quanti bei ricordi, e che amici con cui ho condiviso polvere e lacrime. Auguro loro di perdere il sellino senza accorgersene e vado per la mia strada !!
Procedendo saluto i volontari che presidiano il passo della Lora, e mi chiedo: ma quanta gente si è donata per fare stà gara ? ci sono chilometri di nastri ed indicazioni (con il foglio di cos’è, perché, chi,
“entro domenica li tiriamo via” e numero di telefono a cui rivolgersi) , decine di persone allegre in ogni ristoro, gente in tutti gli incroci importanti, nessun proprietario che ti aspetta con la forca lungo il sentiero vicino alle case o con i cani sciolti (e questo è frutto di graaaaande impegno, dedizione e serietà degli organizzatori). Sono basito. E contento !
Al Passo Ristele sono a 13ore e 55’ ore dal via, ed ancora vivo; la caviglia incredibilmente tiene anche se il relativo ginocchio manda strani segnali, prevedibile se considero che parte del lavoro della caviglia è toccata a lui.
Adesso tocca il passo della Scagina ed è bellissimo : che posti , bello il sentiero, il paesaggio, i passaggi, tutto merita.
Verso il ristoro della malga Campo d’Avanti incontro due simpatici ragazzi, con la casacca blu, e che spesso ho visto davanti o dietro a me; ci si scambia un saluto, una battuta anche un aiuto morale perché siamo tutti un po’ stanchi.
Al Monte Campetto mi registrano come passato, e mi rispondono proprio come vorrei quando chiedo “mancheranno 12 km, vero?” ; il ragazzo con il defibrillatore laser mi risponde “anche meno” . Mi fermo, torno indietro e lo abbraccio : non ci crede nessuno di noi due a quel “anche meno”, però è bello che lo abbia detto, dimostra sensibilità, ed anche se Gesù dice che le bugie sono Peccato, un posto in paradiso per quel ragazzo lo trova.
 A Cima di Marana ho un’altra crisi, ma di motivazione: le gambe tengono ancora, ma è la testa che non ha più voglia di sentire la fatica. Cammino sapendo che ce la farei a correre e che arriverei prima, ma la testa mi dice “basta fatica, cammina che soffri meno” ; è una strana sensazione, essere in grado di correre e non volerlo fare, è una ribellione lucida, non offuscata come da carenza di energie. Mah, una novità.
Inizia la discesa ed è una tortura, non arrivo più, vedo paesi in fondo alla valle ma non riconosco Valdagno ; sono ancora convinto adesso che da giù lo spostavano apposta .
Mi raggiungono i due simpatici ragazzi in blu, mi vedono che sono giù di morale e chiedono con ironia come stò : allora, se fossi un duca avrei risposto “sono tediato da codesta discesa, alquanto sconnessa ed apparentemente ancora ben lungi dal divenir al termine.” . Però lavoro nel comparto metalmeccanico quindi ho risposto “a ghi nò do cojoni de sto casso de sentiero da cavre, el par fatto da un mascio soto e imbriagà, dio bon chissà che rivemo “ .
C’è concordanza di opinioni e forma espressiva. Nemmeno loro hanno il titolo di baronetti .
Chiedo se secondo loro, quando arriveremo a Valdagno, l’euro sarà ancora in corso di validità, perché mi sembra di essere via da una vita !
Tentano di rinfrancarmi con l’osservazione “ma corri ancora bene, però” , al che spiego che si tratta dello stesso fenomeno studiato sulle galline : se gli tagliano la testa, quelle corrono ancora per un po’.
Le ore spese su Quark del mitico Piero Angela, tornano sempre utili nella vita.
Arrivo ad una casa con fontana e vasca annessa, dove cerco di lavarmi viso e sciacquare il berretto : ho un odore di sudore che dà fastidio perfino a me. Se mi faccio male non vengono neanche quelli dell’ambulanza, perché a 50 metri sentono il tanfo, e credono che sono morto da almeno una settimana !
Adesso si passa vicino a qualche casa, vedo strada asfaltata, fili elettrici, c’è vita attorno a me ; attraverso qualche strada carrabile, passo dietro delle case, sento che non manca tanto anche se ho perso il contatto con la cartina geografica.
Ad un certo punto vedo il nome di una località , Biceghi, e la cerco sulla cartina : punto il dito su Valdagno e seguo a ritroso il percorso tracciato fino ad una distanza di 10 cm equivalenti a 2.5 km. Non trovo Biceghi sulla carta. Ripeto l’operazione con più attenzione e non trovo Biceghi. Sposto la mano sinistra e trovo Biceghi sulla cartina.
Keafritoadesosantoaimbriagaspolpa (è una antica iscrizione atzeca trovata sull’altare dei sacrifici umani e viene correntemente tradotta in “o Supremo sono contento di donare a te la mia vita, ma per favore dì ai sacerdoti di rimettersi le mutande”) .
Che si fa ? andare avanti !
Passo per una frazione dove vedo un giardino privato con due bambini che giocano in una piscina olimpionica smontabile : è con enorme autocontrollo che freno l’impeto di entrarci a bomba, vestito come sono, sozzo dalla testa ai piedi .
Raggiungo una ragazza che saluto da distante e lei mi scambia per il suo fidanzato (che all’arrivo vedo: alto 10 cm più di me e con tutti i capelli) ; mi ha anche rimproverato perché non la dovevo salutare, che l’ho tratta in inganno, che si era illusa l’avesse raggiunta il suo moroso ! Mamma che bomba aveva intorno !!
Ormai sono a Valdagno, ci sono gli addetti al traffico e non mi sembra neanche vero di essere ormai arrivato!
In fondo alla via sento gridare e saltare : sono la MikyBango la MartaDalCulo… e la SS che fanno un casino micidiale, c’è gente che esce dalle finestre a vedere, auto che si fermano e queste tre con con gli infradito corrono di fianco a me .

Altra curva e boato dei rimanenti Lepre, Tone, MikCaraglio, Cosmo (arrivato da parecchio) e Amo (la morosa di Cosmo). Anche loro corrono di fianco a me ed assieme alle ragazze fanno una cagnara che paralizza la città ; sembrano contenti anche se non hanno ereditato niente, ma stò bene attento a non correre sopra ai tombini .
Il rettilineo d’arrivo è un delirio, tutto il tifo che fanno i miei Amici diventa contagioso ed anche il pubblico batte le mani e grida bravo bravo . Io, che sono arrivato 6ore e mezza dopo il primo , onestamente mi vergogno come un ladro che scappa con il culo scoperto .
Sul traguardo non ho la lucidità di volgere la situazione a mio favore e fare un figurone : con tutto quel tifo sarebbe bastato aver gridato “sono il primo del percorso dei 130 km “ ed avrei giustificato le acclamazioni !
La sensazione che sono verso la fine della classifica me la danno anche gli organizzatori che al mio arrivo tengono su il gonfiabile del finish con le mani . Mi sa che qui sbaraccano tutto !


Subito mi viene a salutare Mario, l’amico di gps di Cosmo (che si scambiano le carte, le tracce, i sentieri; due posseduti così sono rari) e mi fa i complimenti. A me? Lui che è arrivato da oltre 3 ore ! E invece di stare con la moglie appena arrivata resta con me, Cosmo e la masnada di casinari a ridere e scherzare e chiedere che faccia questo resoconto perché si diverte a sapere le disavventure che mi capitano sempre .
Oh Mario, neanche tu sei tutto in bolla eh !!
Compare di nuovo Furia lungo le vie di Valdagno, scende dall’auto ridendo ed è contento per me !
Sono convinto che nessuno ha avuto così tanti amici lungo il percorso, così tanto entusiasti e molesti.
E all’arrivo ? Ho visto i filmati di quando Marco Olmo vince il UTMB : tutti battevano le mani contenti, ma sono tanto sotto rispetto ai decibel che ho sentito io a Valdagno .
Davvero l’emozione che pensavo di provare alla fine di questa gara era di genere completamente diverso, più intima. Se rivivo la corsa i primi pensieri sono alla nebbia della Busa Novegno, all’alba sul monte Alba, alla strada delle gallerie, al Carega , al passo della Scagina .
Ma le lacrime rischiano di scendere quando penso a tutti quelli che mi vogliono bene e che in occasioni come questa diventano manifesti : Cris e la Paola , Paolo, Nico e la Chiara, Jacopo, Furia, il Biga , Alice , Diego, Simo e l’atomico Mattia, Gianni Biz, Mirco Volpe, la MikyBango, Lepre, Cosmo e Amo, MikCaraglio, Marta, Tone, la SS, il babbo e l’agitatissima mamma, la nonna che mi accende i ceri quando sa che ne combino qualcuna delle mie .
Anche perché non è finita lì : l’ultima prova per i temerari era in doccia ! Intanto nello spogliatoio c’era gente che già parlava di fare la Staro- Campogrosso del giorno dopo, altri dicevano che non vedono l’ora di fare la Cro-Magnon e perfino uno che dichiarava di aver corso oggi solo per fare i punti della UTMB. Ma legati due sassi alle balle e parti !
In doccia viene il bello : il rubinetto dell’acqua è sopra al doccione, quindi a quota 2.2m. Per me l’Everest !
Mi rivolgo ad un vicino e, pensando che avesse visto la scena di io che non arrivo al rubinetto, formulo male (molto male, e di spalle) la domanda : “scusa, me lo potresti aprire ?” . Lui sbarra gli  occhi ed io la strada, mettendo le chiappe al muro. Chiarito l’equivoco riesco a lavarmi ed a raggiungere gli amici che ancora non hanno ordinato da bere per aspettarmi : che eroi ! Cosmo purtroppo è dovuto andar via con Amo, ma avremo occasioni per raccontarci le rispettive avventure.
Siccome per riposare avremo tempo quando saremo morti, propongo di andare a Recoaro a mangiare gli gnocchi con la fioretta : accettato all’unanimità !
La cena è allietata dai giochi di intelligenza che la Marta propone e sui quali i due pignoli, MikCar e Lepre,  mandano ad incenerirsi tutti i neuroni che possono. Due maroni che non ti dico !
Poi passeggiamo nel vivissimo centro di Recoaro, fino al sito dei Giochi Senza Frontiere : Lepre, SS e Marta si sfidano, attorno alla fontana, a chi riesce a bagnare gli altri, con bordate e getti d’acqua che ai cittadini di Longarone darebbe una sensazione di déjà-vu . Segue spogliarello e cambio d’abito in piazza: bene, neanche qui si può più tornare .
Finalmente torniamo a casa, che neanche per gli altri sono stati due giorni di relax : lavoro, salita al rifugio Fraccaroli, giochi a carte e non t’arrabbiare, ordinare panini e vino, tifare per Cosmo, quasi perdersi il mio passaggio (ke gente!), scendere di corsa, arrivare a Valdagno, cazzo Cosmo è già qui, colpa di Dario che non arrivava più al rifugio, aspettarmi, aspettarmi, aspettarmi, finalmente è arrivato, tifo, casino, cena, simulazione del Vajont .
La notte dormo sereno, è incredibile che tendini e muscoli siano solo doloranti : credevo di dover essere trasportato con il carrellino delle bibite, ed invece anche domenica mattina mi muovo discretamente.
Per accelerare lo smaltimento delle tossine nei muscoli, la domenica alle 16 esco con la bici da corsa , ed accompagnato dalla SS ci facciamo una settantina di km in agilità fino ai colli Euganei, con doverosa tappa birra !
In definitiva sono contento e soddisfatto, ho visto che si possono fare anche queste cose, e poi raccontarle senza che lo facciano altri durante il tuo necrologio . Non mi aspettavo nulla di meglio !

alcune note gara :
Partiti : 273    Arrivati : 185    Ritirati : 88 (comprende gli esclusi dai cancelli)
1° Classificato : 10ore 58’
Darietto la Carogna 106 ° in 17ore 13’20” (12’55”min/km)  HR avg134  max168   9340 Kcal

intertempi    Colle Xomo    Campogrosso    Sella del Campetto    Valdagno
tempi    5ore 54’    10ore 05’    15ore 02’    17ore 13’
posizione    142°    117°    102°    106°



Beh, più che un racconto sembra il verbale di una deposizione, che se per Ustica avessero scritto metà di quel che ho fatto io il mistero sarebbe risolto da un pezzo.
Però voglio ricordarmi tutto tutto di questa memorabile avventura, che per me è stata una emozione irripetibile, e come tale spero nel breve di non ripeterla !

NdE. siccome qui si parla di fenomeni volevo una menzione speciale per Daniele Palladino, vincitore in 10.58’ della prima edizione della TdH dalla sua foto si nota la maglietta in cotone e lo zainetto da scuola elementare. Alla faccia di quanti correvano con 5.000€ di materiali tecnici addosso, bardati con attrezzatura degna di Terminator.

12 commenti:

Stefano ha detto...

C'è chi tutti gli anni a Natale aspetta il libro di Vespa...
C'è chi tutti gli anni aspetta il Palio di Siena o il Miracolo di San Gennaro...

C'è chi tutti gli anni aspetta IL BARDO!!!

Cocu ha detto...

Guarda, sarà una Super Golden Exclusive Deluxe Limited Figata Edition... tanto per non creare troppe aspettative e non mettere pressione al Bardo...

dario ha detto...

Ed invece mi è venuto un romanzo sentimentale e mieloso. Adesso mi serve una sera libera per cercare di raspare via lo zucchero e metterci un pò del solito aceto .

Cosimo ha detto...

scusate se sono lento a pubblicare ma è difficile editare ridendo... soprattutto quando finisci sotto la scrivania... in serata arriva tutto...

Rusky ha detto...

Bravo per la gara e per il racconto: fanne più spesso..-))

Marta Cunico ha detto...

Darioooo!!!!!!emozionante :) bellissimo!!

Pierantonio Pretto ha detto...

L'avevo gia' scritto su FB, ma te lo ripeto qui, fantastica prosopopea, ti consiglio anch'io di darti alla scrittura e lasciare perdere ......(volevo scrivere la corsa, ma visto il tempo che c'hai messo) le passeggiate !!!

PS: vieni a fare la maratona alpina a settembre giusto per non perdere la confidenza con i luoghi ??

mikkifranco ha detto...

Grande Dario!!!
Quando ho visto il racconto pubblicato ho pensato di tenermelo per stasera, da gustare a casa prima di andare a letto; invece non sono riuscito a resistere e adesso mi sa che mi tocca stare al lavoro un ora in più per recuperare il tempo impiegato a leggere e rileggere la tua avventura!!!
Mitico, sono orgoglioso di essere in squadra con te!!!

MicF

Alberto Simionato ha detto...

Che dire!! nn ho parole!! sono orgoglioso di conoscerti, di essere tuo amico e di essere stato li a vederti!!!

oridoc ha detto...

grande il camminatore e grande il narratore (cosa avete bevuto a recoaro ? (non credo l'acqua termale...)

Enrico Pollini ha detto...

G-R-A-N-D-I-O-S-O
questo è ciò che mi aspettavo mandandovi a pestare quei sentieri...
da pubblicare sul forum di spiritotrail
http://www.spiritotrail.it/forum/viewtopic.php?f=5&t=6532&start=60
ci pensi tu o posso farlo io?
POLLO

Cosimo ha detto...

Grande Pollo, vedo che il nostro entusiasmo per la "semplicità" di Palladino è opinione largamente diffusa nel Forum. Penso tu possa tranquillamente pubblicare il racconto di Dario su Spirito Trail